sabato 29 febbraio 2020

Coronavirus in Italia


Il coronavirus sembra dilagare in Italia. Aumentano i decessi. Siamo il terzo paese più colpito dopo Cina e Corea del Sud. Centinaia i contagi. E' una situazione critica specialmente nel nord Italia, Lombardia in primis. Sospese le lezione nelle scuole, le funzioni religiose e le manifestazioni sportive. E' ressa nei supermercati per l'approvvigionamento di generi alimentari, disinfettanti e mascherine. Quest'ultime ormai simbolo della prevenzione del contagio.
Ma che cos'è il coronavirus? Da dove prende origine? Una prima risposta a questi quesiti sembra trovarsi in un serpente velenoso. Più precisamente nel mercato alimentare della città cinese di Wuhan (oltre 6 milioni di abitanti) dove vengono vendute carni di animali selvatici. Questo perché le prime persone infette lavoravano in tale mercato. Più precisamente sempre secondo questa teoria il virus proviene dai pipistrelli e successivamente veicolato ai serpenti.
Altre teorie, invece, ipotizzano che il virus sia stato appositamente creato in laboratorio. Sicuramente suggestivo e al contempo inquietatane è quanto riportato nel libro di Dean Koontz "The eyes of durkness". Nel romanzo, scritto nel 1981, si legge di un virus chiamato "Gorki-400" dal nome della città sovietica di Gorki (oggi Nižnij Novgorod, Russia) e che nell'edizione del 1996 diviene "Wuhan-400". La spiegazione razionale è che dopo la caduta dell'Unione Sovietica, il nemico numero uno dell'Occidente divenne automaticamente la Cina. Ma un altro tassello a favore delle teorie complottiste è il passaggio all'interno del trhiller in cui si legge "Intorno al 2020 una grave polmonite si diffonderà in tutto il mondo". Curiose coincidenze...
Ad oggi la relatà dei fatti è che a causa del coronavirus il 2020 oltre che dal punto di vista sanitario sembra delinearsi come un anno di emergenza anche dal punto di vista economico. Per il nostro paese si stima una perdita del Pil tra i 9 e i 27 miliardi.

Hannibal ad portas

domenica 27 ottobre 2019

Storie di soldati in guerra - James Blunt


"You're beautiful", "Carry you home", "Goodby my lover" solo per citare alcune delle sue canzoni di successo. Per molti James Blunt è il noto cantante pop inglese che vende milioni di dischi.

Prima di diventare famoso, James Hillier Blount è stato un ufficiale dell'esercito britannico. Suo padre Charles, era un colonnello, così come altri componenti della famiglia hanno fatto parte dell'esercito. James nella sua carriera di ufficiale raggiungerà il grado di capitano e nel 1999 presterà servizio in Kosovo. E' il primo ufficiale ad entrare nella capitale Pristina, in preparazione dell'arrivo di un grosso contingente Nato. In quell'occasione dichiara di essersi rifiutato di attaccare un contingente di 200 soldati russi che bloccavano una pista di atterraggio, disobbedendo ad un ordine che proveniva dal generale americano Wesley Clark, sostenendo di avere evitato la terza guerra mondiale. In un intervista, descrivendo l'accaduto, Blunt parla di "situazione folle" che i russi "ci puntavano le armi addosso in maniera aggressiva". E aggiunge "ci sono cose che si fanno sapendo che sono giuste e cose che ti senti che sono assolutamente sbagliate. Questo senso di giudizio morale viene inculcato nella testa a noi soldati dell'esercito britannico". La situazione viene normalizzata quando il generale inglese Mike Jackson prende il controllo via radio revocando l'ordine di attacco.
Da questa esperienza trarrà spunto per scrivere la canzone "No bravery".

James Blunt trascorrerà 6 anni nell'esercito, prestando anche servizio al funerale della regina Elisabetta nel 2002.

Oggi vive a Ibiza è sposato e ha un figlio.

Per aspera ad astra

lunedì 27 maggio 2019

Elezioni europee 2019


La Lega di Matteo Salvini trionfa alle elezioni europee e assume definitivamente i caratteri di un partito nazionale. 34.3% dei consensi che equivalgono ad oltre nove milioni di voti. Nelle due circoscrizioni settentrionali raggiunge addirittura il quaranta per cento. E' il primo partito con percentuali oltre il trenta anche nelle regioni dell'Italia centrale, storicamente a tradizione rossa. La Lega sfonda anche in meridione superando il venti per cento. Un exploit, quello leghista, anche considerando che su scala nazionale alle precedenti consultazioni europee ottenne soltanto il sei per cento e il diciassette alle politiche dello scorso anno.
In conferenza stampa Matteo Salvini ha affermato "Proviamo a salvarla questa Europa, riportandola alle sue radici, al suo sogno originario" e "Siamo un grande paese, abbiamo dato una grande lezione di partecipazione e di orgoglio". In politica interna per Salvini le priorità sono riduzione delle tasse. Mentre in politica estera ritiene un sbaglio le sanzioni alla Russia, pur riaffermando l'adesione alla Nato.

Crolla nei consensi il M5S che si attesta al 17% ribaltando in negativo i rapporti di forza nel governo giallo-verde, e dimezzando i voti delle politiche; pagando probabilmente l'applicazione del reddito di cittadinanza e il decreto dignità.  Il Partito Democratico di Nicola Zingaretti è la seconda forza del paese con il 22.6% superando il partito di Di Maio e migliorando di quattro punti sulle politiche, ma in netta diminuzione rispetto alle vette del quaranta per cento ottenuta da Renzi nelle precedenti europee. Forza Italia, a parte il sud Italia, ormai incapace di superare la soglia del dieci per cento, raccoglie 8,7% e in flessione rispetto alle politiche scorse. Buona l'affermazione di Fratelli d'Italia con 6,4%. +Europa di Emma Bonino, e dall'evidente vocazione europeista ottiene il 3%. I Verdi si fermano al 2,2%.

In Germani Cdu primo partito, ma in declino. Buon successo dei Verdi, terza la Spd. Quarta la Afd.
Rassemblement national della Le Pen vince in Francia con il 23%. La coalizione del premier Macron arriva secondo ad un punto di distanza. In Gran Bretagna il Brexit party stravince con il 31%, affossando laburisti e conservatori. Spagna in controtendenza dove i socialisti ottengono la leadership con il 32%. Significativo nell'est Europa il dato dell''Ungheria dove il partito sovranista di Viktor Orban stravince con il 52%.

Carpe diem

sabato 9 febbraio 2019

C'era una volta la lingua italiana


La lingua italiana è parlata da oltre 60 milioni di persone. Classificata al 21° posto tra le lingue parlanti nel mondo. E' la lingua di Dante, Petrarca e Manzoni. E' o era anche la lingua del cibo, della musica e della poesia. Eppure oggi il nostro idioma sembra lasciare il posto ad un inglese sempre più onnipresente. 

Nello sport, abbiamo goal, offside, corner, assist, derby, dribbling, penalty, set, game, ace, tie break, match point, net, coach, touchdown, basket, volley, boxe, workout.

Per non parlare dell'inglese aziendale. Qui è un vero must. Un target. Una nuova azienda è una start-up, e spesso si prefigge una mission, soprattutto se dedica un ufficio alla customer care, in maniera tale da tenere sotto controllo la customer satisfation. Il business va perseguito con una corporate sinergy fra i vari team, sempre con un occhio al budget. Nel mondo del lavoro oggi troviamo freelance e manager, che spesso vanno al meeting. C'è un save the date e relativa dead line. La tecnologia ci viene in contro con le mail e le conference call. E con tutti questi termini bisogna fare attenzione ai misunderstanding.

Se accendiamo la tv troveremo notizie, o meglio news a volte breaking news, sullo spread, sul fiscal compact, sul welfare, sulla spending review, sulle missioni di peace keeping. Prima delle elezioni assistiamo ai talk-show e poi guarderemo i primi exit-poll. Il tutto si intende tra uno spot e l'altro di prodotti che sono un brand con i loro pay-off generati dal marketing. E poi c'è sempre un film in preview al cinema, a meno che i biglietti non siano sold out.

La sera si va a bere un drink al bar o al pub, poi magari si va al fast food, dove possiamo scegliere tra un hamburger o un hot dog, con ketchup e bacon, con contorno di chips. Oppure ci si può accontentare di un roast beef comprato al discount.

Oggi si può essere single o avere un partner, preferire la musica rock alla pop, essere iscritto su Facebook, Linkedin, Twitter. E attraverso questi social network pubblichiamo non più un autoscatto, fatto con lo smartphone, bensì un selfie, e se la foto è venuta bene è ok e prendiamo pure molti like se abbiamo tanti followers.

Questo articolo, scritto con un computer e un mouse, contiene quasi cento parole in inglese.

Apertis verbis


domenica 14 ottobre 2018

Storie di soldati in guerra - Colby Buzzell



"Mi ricordo che stavo lì con la birra in mano, guardavo tutto quello che stava succedendo e mi dicevo: "Dannazione e questo sarebbe il meglio dell'America?". Nel giro di un paio di giorni sarei stato in guerra con loro. Salute!"
Questa è probabilmente la sintesi dello stato d'animo del soldato Colby Buzzell (nato nel 1976) nell'imminenza della sua partenza per l'Iraq, nel 2003 e che lui stesso ricorda nel suo libro "My War: killing time in Iraq" tradotto in Italia con il titolo di "Ammazzare il tempo in Iraq".
Colby Buzzell, prima dell'arruolamento, era un giovane di 26 anni senza lavoro. Viveva con i genitori. Beveva e bighellonava. Stanco di non avere una prospettiva, si arruola nell'esercito. Improvvisante si ritrova a confrontarsi con la realtà di Mosul, imbracciando un fucile M240 a bordo di un veicolo da combattimento corazzato Stryker.

"Me ne andai in camera e lessi un articolo intitolato Ecco a voi il blog del soldato, che attirò la mia attenzione. Mi chiesi: che cavolo è un blog? Mai sentito. L'articolo diceva che molti di questi cosiddetti blogger erano persone che parlavano della loro patetica vita quotidiana con chiacchiere e racconti, che alcuni erano degli aspiranti giornalisti che avevano deciso di diventare strumenti di informazione in prima persona, e che molti riscuotevo grande successo."

Per cercare di dare un senso a quell'esperienza decide di creare un blog. Qui racconta la realtà di chi l'ha vissuta in prima persona, una realtà lontana dalle news dei telegiornali o dai comunicati ufficiali. Nonostante il tentativo di controllo da parte dell'esercito, il suo blog ha numerosi lettori negli Stati Uniti, tra i quali ex combattenti e parenti di soldati in Iraq.
Il blog è sempre più popolare e Buzzell viene contattato da giornalisti di importanti testate. Ma anche l'esercito lo sta osservando. Prima lo tollera, imponendogli solo alcune restrizioni. Col tempo la censura dei comandi militari si fa più pressante e Buzzell deicide di abbandonare il blog.
Nel 2007 per il suo libro, Buzzell riceve il Lulu Blooker Prize.
Nel 2008 fu richiamato in servizio, ma viene scartato per il disturbo post traumatico da stress, tipico dei reduci.
Oggi Colby Buzzell rilascia interviste sull'esperienza di guerra vissuta, ed è un civile.

Questo blog prende spunto dal suo libro e dal suo blog.

Ibis, redibis, non morieris in bello

lunedì 16 luglio 2018

Russia 2018: Francia campione


Il sogno della piccola Croazia di entrare nella storia del calcio svanisce nella finalissima contro la Francia. Sono infatti i transalpini guidati da Didier Deschamps ad alzare la coppa. 4-2 il risultato finale a favore dei bleus. Va dunque in archivio un mondiale in cui l'Italia ha bissato il record negativo del 1958 non centrando nemmeno la qualificazione. La Germania detentrice del titolo non supera la fase a gironi. L'Argentina di un evanescente Lionel Messi, sempre in difficoltà quando gioca con la sua nazionale, supera a stento la fase a giorni, per poi essere eliminata agli ottavi dalla Francia. A proposito di Argentina calcistica, sempre fuori posto Maradona immortalato con un'esultata scomposto durante un match della sua nazionale. Ai quarti un altro stop eccellente, quello dei favoriti a prescindere, il Brasile. Ai quarti finisce anche l'avventura dei padroni di casa della Russia, eliminati dalla Croazia. Degna di nota la prestazione del Belgio che dopo avere eliminato il Brasile è bloccato in semifinale dalla Francia e conclude vittorioso la finale del terzo/quarto posto. All'Inghilterra giunta al quarto posto la consolazione di avere fra le su fila, Harry Kane, risultato capocannoniere del torneo con 6 reti. Alcune curiosità: è stato il primo mondiale in cui viene applicata la tecnologia del VAR in supporto alle decisioni arbitrali. Il croato Mandzukic ha realizzato il primo autogol in una finale. Il 4-2 della finale è il secondo risultato con più gol dopo, Brasile-Svezia 5-2 nel 1958. Solo 9 dei 23 convocati francesi giocano nel campionato francese. 18 bleus sono in realtà originari di 12 nazionalità diverse.

Maradona costante pessimo esempio


La Francia multinazionale alla fine ha avuto la meglio in un mondiale in cui sono mancate le grandi protagoniste. Deschamps  fresco di trionfo ha dichiarato "la nostra squadra è giovane, ma la qualità c'era e ha inciso".



Panem et circenses

venerdì 4 maggio 2018

Storie di soldati in guerra - Raffaele Minichiello


Raffaelle (Ralph) Minichiello (1949), è il più  noto italo-americano ad aver partecipato alla guerra del Viet Nam. Irpino, emigra negli States a 14 anni. Presta servizio in guerra nel 1968, combattendo nella giungla e dormendo nelle buche. Croce di guerra per avere salvato il suo plotone. Rientrato dal Viet Nam, a suo avviso mancano dalle sue casse 200 dollari di paga. Chiede spiegazioni senza risultato al proprio colonnello. Come protesta una sera, quasi astemio, si ubriaca nello spaccio della caserma e porta via alcune cose per un valore proprio di 200 dollari. Finisce sotto la corte marziale. Minichiello, dopo aver rischiato la vita in guerra per gli Stati Uniti è deluso e amareggiato dal trattamento. E la sua ribalta inizia qui: il 28 ottobre 1969, è il protagonista del dirottamento di un boeing 707 diretto da Los Angeles a San Francisco. Minichiello lo fece atterrare a New York. Direzione Roma. Tutto il mondo segue con trepidazione la vicenda alla televisione. La reazione a un ingiustizia, inizia ad essere una vicenda più grossa di quanto il dirottatore (diciannove anni) potesse immaginare. La polizia circonda l'areo, lui spara contro un estintore per allontanarla. Atterrato nella capitale, si dirige su un auto della polizia verso Napoli, con ostaggio un vice-questore alla guida. Ma sull'Ardeatina fa fermare l'auto e si da alla fuga a piedi. Negli Usa nasce il parallelismo con il personaggio cinematografico di Rambo, anch'egli italo-americano. Arrestato viene condotto nel carcere di Regina Coeli. In caso di estradizione rischia la pena di morte. Viene condannato a sette anni di reclusione, ma sconterà soltanto diciotto mesi. Gli Stati Uniti gli concedono la grazia.

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Minichiello oggi
L'opinione pubblica italiana, ai tempi del processo,
 è con Minichiello 
A distanza di molti anni, Minichiello ritiene l'azione del dirottamente un errore. E si sente sia italiano che americano. Per un periodo ha gestito un distributore di benzina a Roma. Desidera ritornare in Viet Nam per ricucire una ferita.

Omia munda mundis